mercoledì 7 settembre 2011








piccola gioia, che dici? passata quella tempesta col tipo? oh, ma certo che io e te ormai..quasi una lontana conoscenza..che robba..mado' come mi piacerebbe vederti un po' e fare due cazzate in armonia..Qui bene, ma insomma..ma sono io che tanto mi lamento sempre un po'..mo' c'ho i problemini sul lavoro..chiaro, mi sono ripigliata un po' rispetto al tipo (si, sempre quello), sto un po' più indipendente da tutti i trip che mi facevo un po' di tempo fa' sul fatto che non mi voleva e mi trattava male (anche perchè, tra l'altro lui si comporta decisamente meglio..) epperò di lavoro ce n'è poco..e pochi soldini, cazzo. ti voglio bene. quand'è che mi concedi un'intervista?













martedì 6 settembre 2011

Oggi non è che sia andata così bene..Ho girato a vuoto per tutto il pomeriggio. Immobilizzata nella paura. Alcuna traccia di coraggio, di voglia di reagire.
Sto meglio di un anno fa, questo va detto ma chissà se è vero. Di sicuro, ora, io e te siamo vicini. Ed io ci sono tutta, ora, che ti conosco davvero. Non era certo così, un anno fa, quando, per pensare a me, non avevo certo spazio per guardarti. Ti cercavo, ti volevo ma non eri tu. Non avevi pregi e difetti, fuori da come mi facevi sentire, eri già tutto ma non sapevo cosa fossi.
Ora, ti guardo negli occhi e ti riconosco, sei oltre me, libero, dolce e, ora si, davvero insostituibile.

Ma è fra me e me che adesso rimane la questione. Fin qui, ho fatto tante cose, tante esperienze, ho lavorato e mi sono fatta le ossa. Ho mangiato psichiatria per degli anni. Ed ora, è quasi nel vuoto che mi trovo, mi sento un fallimento. E proprio adesso che potremmo essere felici, io cado, vado giù, ogni giorno più pesante, più rassegnata a non avere la forza di muovermi. Tutto è uno sforzo. Come rinascere, dov'è la mia rinomata forza, la mia voglia di spaccare tutto, di farcela, oltre ogni ostacolo?

sabato 6 novembre 2010

Antonio Vivaldi Sonata in A minor for cello and basso continuo Mov.2/4

gli spazi della psichiatria sono luoghi di nessuno.
sono saloni con divani rotti e sporchi, pavimenti puliti e freddi.
lucine smorte che trasudano angoscia e solitudine. sono case senz'anima, spazi vuoti, luoghi che si riempiono di silenzio.
guardo la mia casa e mi conforto di non essere lì.
stasera i miei amici hanno dipinto sul muro un nuovo "pezzo d'arte". li ringrazio per la loro compagnia e per la maniera che hanno di volermi bene.
oggi ho visto S.
non riesco a farne un segreto..l'effetto che mi fa mi piace più di lui? chi lo sa.
sai Harold, oggi c'era il sole e tu eri bellissimo.

domenica 8 agosto 2010

sadico cinismo. mi obblighi a recitare una pArte pEr-te.
non so per quanto ancora sarò disposta a sopportarmi. ma non ho molte vie d'uscita.

sabato 7 agosto 2010

Mumford & Sons - After The Storm

e vabbè. diamoci un taglio, così hai detto. di nuovo e stavolta definitiva, la fine.
mi auguri buon viaggio e io a te. non è più il caso di farsi del male, ci siamo feriti quanto basta per dare senso al termine di tutte quelle cose, piccole e preziose, che abbiamo fatto insieme e che ora vedo in una nuova luce. ho creduto che, al di là di tutte le nostre differenze, condividessimo lo stesso sentimento, ho creduto in una reciprocità ed ora è chiaro che l'unica maniera di intendere quello che che mi dici è ritrattare quel significato profondo che credevo fosse alla base del nostro cercarci. La confusione, nei sentimenti è così diffusa. Io sono la prima ad averne peccato in più di un'occasione e ad aver giocato con i sentimenti di malcapitati che avrebbero meritato solo un po' più di chiarezza. Ed ora che la tua mancata sincerità m'ha reso fin qui schiava di una dinamica al massacro, capisco sulla mia pelle quanto sia infame e poco coraggioso agire così, senza considerare chi si ha di fronte.
Non credo che ci dobbiamo delle scuse. Credo che tutto quanto è successo ci servirà e ci renderà delle persone migliori. Ti perdo e tu perdi me. Avremo altre occasioni per essere felici, ognuno per sè. Addio Harold, fai buon viaggio.